Milanostraniera

Milano e l'immigrazione, una vita da stranieri.

Quando la Chiesa fa il suo mestiere.

Leggendo la cronaca di questi giorni, in cui si respira un clima di precampagna elettorale strisciante, dove ogni pretesto è buono per indicare il colpevole, sia questo internet, come nel caso del presunto attentato a Belpietro, o lo straniero come negli innumerevoli casi di violenza quotidiani, spicca a mio avviso il sussulto di dignità con cui, dopo le ripetute prese di posizione del Vescovo Tetamanzi, la Casa della Carità di Milano esprime in un comuncato una dura critica alle ultime scelte del sindaco Moratti in merito alla mancata assegnazione di 25 case popolari ai rom di via Triboniano.: 
 “Cio’ che ora fa scandalo, e cioe’ dare le case ai rom, e’ esattamente cio’ che era previsto fin dall’inizio dal piano Maroni. E le case in questione dovevano essere ristrutturate. Ma, senza i soldi destinati ai rom, sarebbero rimaste a ingrossare il patrimonio sfitto dell’Aler e non sarebbero mai state assegnate”. “Nonostante le firme ufficiali – spiega l’associazione cattolica di aiuto sociale – per ora una sola famiglia, delle undici che avevano ottenuto l’assegnazione della casa Aler, e’ entrata nell’appartamento. Le altre non lo hanno ancora fatto, eppure firmando il progetto si sono impegnate a lasciare il campo del Triboniano entro il 15 ottobre”.
Secondo la Casa della Carita’, “la preoccupazione e’ che si interrompa un percorso positivo che dovrebbe portare al superamento del campo, scelta condivisa da quanti vi abitano e anche dai cittadini, che risiedono li’ vicino e che non possono piu’ convivere con un degrado cosi’ intollerabile”.

Possibile che in questa città, in cui si annuncia la presentazione di una lista degli immigrati che dovrebbe intercettare il voto dei 40.000 stranieri residenti a Milano con diritto di elettorato ativo (potenziale), l’unica “istituzione”  che ha fatto sentire la sua voce sia solo la chiesa?
Davvero abbiamo paura di perdere consensi, se parliamo degli ultimi e proviamo a difenderli? Non  è che piano piano stiamo diventando tutti un po’ leghisti da queste parti…?

Io non sono un cattolico praticante ma vorrei una Chiesa che invece di polemizzare sulle assegnazioni dei Nobel o interveire sule questioni politiche interne all’Italia, fosse sempre in prima linea a difendere i più deboli, senza paura delle conseguenze politiche.
Ed in questo senso credo che la curia di Milano sia molto più “avanti” di quella di Roma.

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Written by renato plati

8 ottobre 2010 a 11:38 am